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documenti trovati
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Mostrati: 3001 - 3020
Zürich, Braginsky Collection, S54
Pergamena · 1 f. · 22.8 x 173 cm · [ca. 1740]
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Questo rotolo contiene una delle più raffinate serie di illustrazioni che si trovano nelle megillot illustrate. Wolf Leib Katz Poppers, artista molto dotato, ha eseguito detttagliatamente delle figure, delle scene e degli animali, con dei delicati tratti di penna paralleli e incrociati, creando un effetto straordinariamente simile alle incisioni in rame dei libri contemporanei. Collocati tra un bordo vegetale con animali in alto ed uno simile con uccelli in basso, le colonne di testo sono intercalate da otto eleganti personaggi tratti dalla storia di Ester che occupano l'intera altezza. Al di sotto di ognuna di queste figure trova posto una piccola vignetta che racconta la storia di Purim. E' inusuale che le figure abilmente disegnate che abbelliscono questo rotolo siano abbigliate con abiti di corte ottomani. La scelta di questo tipo di abbigliamento è intrigante e la ragione più convincente per questa scelta è che il rotolo venne prodotto per un membro di una piccola ma influente comunità di ebrei turchi alla quale, dopo il 1718, venne permesso di vivere e di commerciare liberamente a Vienna, rimanendo tuttavia cittadini del Sultano di Turchia.
(red)
Online dal: 2016-10-13
Zürich, Braginsky Collection, S58
Pergamena · 1 f. · 20.2 x 702 cm · intorno al 1900
Megilla Ester (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Questo rotolo di Ester, che riunisce in una maniera speciale la tradizione indiana e quella occidentale, contiene venti pannelli elaboratamente decorati, che fiancheggiano le sezioni del testo. Il lettore è raffigurato affiancato da uomini con il fez e da bambini con il tamburo con il quale viene scandito il nome di Aman. In una sezione separata con la scritta ezrat nashim (sezione femminile) trovano posto cinque donne. Le figure nel rotolo sono raffigurate in un miscuglio di abbigliamento contemporaneo occidentale e indiano, in interni che spesso mostrano la stessa mescolanza. Alcune delle figure femminili, tra le quali Esther, portano il segno induista bindi sulla fronte. Questo rotolo proviene dalla collezione dell'importante famiglia ebraica proveniente da Bagdad dei Sassoon, e era probabilmente destinata ad un uso privato. La mescolanza di tradizioni calligrafiche ebraiche e forme artistiche indiane, rispecchia il profondo radicamento della famiglia Sassoon nella vita culturale indiana.
(red)
Online dal: 2016-12-20
Zürich, Braginsky Collection, S60
Pergamena · 1 f. · 16.7 x 167 cm · intorno al 1675
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Questa megillah manoscritta e con una cornice stampata e dipinta a mano (tipo: «Gaster I» su tre membrane con 19 colonne di testo), realizzata a Venezia, può essere datata intorno al 1675 grazie ad altri rotoli di Ester quasi simili e datati. Questa tecnica apparve a Roma alla fine del XVI secolo e fu poi, soprattutto nel XVIII secolo, ampiamente utilizzata a Venezia e ad Amsterdam. Nei cartigli polilobati, posti al di sopra e al di sotto del testo, sono rappresentate delle scene tratte dal Libro di Ester.
(flu)
Online dal: 2020-10-08
Zürich, Braginsky Collection, S75
Pergamena · 1 f. · 10.2 x 170.5 cm · intorno al 1850
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
A differenza della maggior parte dei rotoli di Ester, nei primi due campi decorativi viene qui sottolineata l'importanza centrale di Mardocheo. In lettere rosso porpora è dapprima scritto «La megillah della regina Ester e l'ebreo Mardocheo», e in seguito, in lettere arancioni «Nella cittadella di Susa c'era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di Kis» (Ester 2.5). Questa genealogia viene riportata sui bordi in alto e in basso dell'intera pergamena fino ad Abramo. Fa poi seguito la successione genealogica dell'avversario Aman, che è stata ripresa dal Targum rischon, la traduzione aramaica del testo originale ebraico.
(flu)
Online dal: 2020-10-08
Zürich, Braginsky Collection, S77
Pergamena · 1 f. · 30.3 x 183.4 cm · intorno al 1800
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
I decori a silhouette sono tipici dei rotoli Ester di Ancona e Lugo. Questi si trovano anche su ketubbot (vedi K96 e K105) e su altri fogli d'apparato. Nella silhouette superiore di questa megillah (su tre fogli con 12 colonne di testo) si trovano dei pavoni, farfalle e cervi intrecciati negli ornamenti floreali, nei viticci e negli ornamenti a traliccio; nella parte inferiore sono raffigurati i segni dello zodiaco. Il rotolo di legno tornito è alto 54.8 cm.
(flu)
Online dal: 2020-10-08
Zürich, Braginsky Collection, S86
Pergamena · 1 f. · 33 x 156 cm · intorno al 1900
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
La custodia di questa megillah (h: 47 cm) può essere attribuita dal punto di vista stilistico all'arte religiosa ebraica dell'Europa orientale. L'argento è punzonato, cesellato, fuso e in parte dorato. L'aquila bicipite è l'animale araldico degli Asburgo e dello zar russo. Sullo scudo vi è una citazione da Ester 8.16 «Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza, onore» e sulle bandiere a entrambi i lati dello scudo è scritto «E sulla sua testa sia posta la corona reale» (Ester 6.8). La custodia è ricoperta di numerosi ornamenti di fiori, frutti e foglie e rappresentazioni di animali ad essi intrecciati. Il rotolo può essere estratto grazie ad una presa in forma di piccolo leone.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S90
Pergamena · 1 f. · 30.5 x 461 cm · intorno al 1650
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
La parte introduttiva di questa megillah (su 4 membrane con 34 colonne di testo) mostra un leone rampante con un ramo di palma, circondato da quattro uccelli e da insetti. Al di sopra un'iscrizione riporta il nome del possibile primo proprietario «Salomon Marinozzi». Alla sua destra è stato probabilmente aggiunto più tardi un cartiglio con una nota di possesso del figlio: «Questo rotolo appartiene a Mardocheo, figlio di Salomone Marinozzi, sia benedetta la sua memoria, e fu acquistato da Salomone [...] nel 1652».
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S91
Pergamena · 1 f. · 17 x 216 cm · intorno al 1800
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Influenzata dalla cultura islamica dell'Africa del nord, questa megillah (su tre membrane con 19 colonne di testo) rinuncia alle rappresentazioni figurative e utilizza il linguaggio formale dell'arte islamica con i suoi molteplici ornamenti. Il testo è decorato da un'arcata che si estende lungo tutto il rotolo. La decorazione è vicina ad alcune ketubbot della città di Meknès in Marocco.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S93
Pergamena · 1 f. · h: 40.6 cm · 1913
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
La megillah (su tre membrane con 10 colonne di testo) è originaria dell'Europa orientale ed è stata probabilmente prodotta all'inizio del XX secolo. L'elaborata custodia fu realizzata da Ezechiele Josua Maisels nel 1913 a Dolyna in Galizia (oggi Ucraina occidentale). È ricoperta di immagini intagliate, ornamenti e iscrizioni in ebraico, contiene in basso scene della storia di Purim e in alto l'impiccagione di Aman. Nella parte centrale la corona (keter malchut), simbolo della regalità, è sostenuta da due leoni alati. L'aquila bicipite si riferisce all'Impero asburgico.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S94
Pergamena · 1 f. · 7.9 x 301 cm · metà del XVIII sec.
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Il testo su questo rotolo di Ester (su 5 membrane con 42 colonne di testo) è scritto su colonne insolitamente strette, inserite in cornici dorate su uno sfondo verdastro. La custodia esagonale in argento fuso, cesellato, inciso e granulato reca i marchi in argento della città di Roma e di Giovanni Battista Sabatini, da lui utilizzati dal 1778 al 1780. Le iniziali alef, resch e samech si riferiscono al committente e al proprietario. Eccezionale che in questo caso si sia conservato il set completo originale costituito dal rotolo, dalla custodia e dalla custodia in pelle.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S95
Pergamena · 1 f. · 30.8 x 195 cm · 1748
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Il calligrafo e artista Arje Leib ben Daniel, che ha creato questa megillah (su tre membrane con 12 colonne di testo e un foglio separato con le benedizioni), era originario di Gorai presso Zamość nella Piccola Polonia. In totale si conservano 28 sue megillot, delle quali otto sono da lui firmate e datate. Questo rotolo, cosiddetto ha-melech perché ogni singola colonna inizia con ha-melech («il Re»), fu creato a Venezia nel 1748 con il disegno alla seppia tipico di Leib ben Daniel. Sono inoltre evidenti gli influssi del tipo di cornici di Salom Italia e dell'arte popolare dell'Europa orientale. Il nome dell'artista nell'iscrizione è stato in seguito sostituito con quello di Giuda Capsuto, che offrì il rotolo ad Ephraim Isacco Capsuto come dono di Purim.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S101
Pergamena · 1 f. · 12.6 x 246.5 cm · intorno al 1641
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
Salom Italia (c. 1619 Mantova – 1655 Amsterdam) ha distribuito il testo su 30 colonne (su quattro membrane) collocandolo nelle aperture di enormi portali massici. Tra questi, nelle nicchie, si alternano le raffigurazioni del re Assuero e della regina Ester. Sui piedistalli 29 immagini raccontano la storia del Libro di Ester. Le creazioni nei rotoli di Ester di Salom Italia, di cui sono sopravvissute in totale undici opere, hanno avuto una grande influenza sulla produzione successiva. Questa megillah è uno dei tre rotoli di Ester decorati con disegni a penna che potrebbero essere serviti da modello per le cornici incise progettate dallo stesso artista.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Braginsky Collection, S102
Pergamena · 1 f. · 35.5 x 190 cm · 1564
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester
L'opera è datata Venezia, 3 Adar 5324 (15 febbraio 1564) ed è quindi il primo esempio datato di un rotolo di Ester interamente illustrato. È stato realizzato da Stellina e quindi costituisce l'unica megillah di epoca moderna che sappiamo essere stata creata da una donna. La pergamena inizia con le benedizioni, cui fa seguito il testo collocato tra le arcate. Le colonne di testo sono affiancate da cariatidi che reggono sulla testa vasi antichi, urne o lampade a olio. Nella settima, tredicesima e diciannovesima arcata, le cariatidi sono sostituite da un satiro e una figura femminile con zampe animali. Tutte le illustrazioni contengono lumeggiature d'orate. Stile e motivi corrispondono al linguaggio pittorico del contemporaneo manierismo.
(flu)
Online dal: 2020-12-10
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, AG 2760
Pergamena · 1 f. · 12 x 400 cm · intorno al 1330-1345
Armoriale di Zurigo
L'armoriale di Zurigo in pergamena è uno dei più eccezionali ed importanti documenti dell'eraldica medievale. Consiste oggi in quattro parti di diversa lunghezza, che possono essere riuniti in un rotolo lungo quattro metri. Vi sono riprodotti su entrambi i lati 559 blasoni - ognuno sormontato da un cimiero - dell'alta e bassa aristocrazia in prevalenza del nord della Svizzera, della Germania meridionale e dell'Austria occidentale, il cui nome è iscritto a lato dello scudo. Vi sono aggiunte 28 bandiere di vescovadi e di abbazie tedesche. La sequenza delle quattro parti rimaste, costituite a loro volta da 13 strisce di pergamena cucite insieme, è la seguente: la parte nr. 1 (36.5 cm) contiene sul verso gli stemmi dei vescovadi e delle abbazie (numerazione Merz-Hägi: I-XXVIII; la numerazione nell'originale risale al XVI-XVII secolo) e sul recto 22 blasoni di nobili. Le parti nr. 2 e nr. 3 (255.5 cm) erano ancora cucite assieme nel 1930. La parte nr. 2, costituita da quattro fogli di pergamena, contiene sul recto i blasoni 23-104 e 108-114 e sul verso i blasoni 214-220, 224-308. La parte nr. 3, costituita da tre fogli di pergamena cuciti, contiene sul recto gli stemmi 105-107, 115-162 e sul verso gli stemmi 163-213, 221-223. La quarta parte (109 cm) – cinque pergamene cucite assieme – contiene sul recto gli stemmi 309-378 e sul verso gli stemmi 379-450. L'armoriale è incompleto. La quarta parte mancante doveva contenere altri 109 blasoni oggi conosciuti attraverso una copia della fine del XVIII secolo. Fu probabilmente realizzato a Zurigo o nella regione del lago di Costanza e la sua datazione viene collocata tra il 1330 e il 1345. Lo stile di esecuzione è molto vicino a quello del Codex Manesse, una raccolta di poesie cortesi in lingua tedesca accompagnate da 137 miniature, dipinto a Zurigo e di poco anteriore. Prima di essere depositato presso il Museo Nazionale Svizzero dalla Società antiquaria della città, fu in possesso dello storico e naturalista zurighese Jacob Scheuchzer (1672-1733).
(ber)
Online dal: 2014-12-18
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 1314
Pergamena · 228 ff. · 11 x 9 cm · seconda metà del XV secolo (1460/90)
Libro d'ore
Piccolo Libro d'Ore in latino, molto rifilato, contenente i Sette salmi, il Cursus beate virginis Marie, l'Ufficio dei Morti, il Cursus de passione Domini e varie orazioni. La decorazione è costituita da varie iniziali con tralci vegetali e da una miniatura a piena pagina (5v) - purtroppo in parte rovinata - raffigurante l'Ecce homo davanti al quale è inginocchiato il donatore, accompagnato a destra dal suo stemma. L'accenno ad indulgenze emanate dai papi Gregorio e Calisto III (1455-1458) (f. 139) permette di restringere la datazione alla seconda metà del XV secolo, mentre lo stile della decorazione rimanda ad un'origine nella Germania meridionale, forse ad Augsburg, nella cerchia del miniatore Johannes Bämler.
(ber)
Online dal: 2014-06-23
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 2799
Pergamena · 74 ff. · 18.8 x 12.5 cm · 1487
Processionale da Münsterlingen (TG)
Il rituale proviene dal convento di Münsterlingen (Turgovia); contiene una serie di preghiere e canti che le monache dovevano recitare in processione nel chiostro del convento ed un lungo ufficio (54v-72v) da recitare in occasione della sepoltura di una conventuale, introdotto da una miniatura raffiugurante s. Michele che pesa l'anima della morta. Le rubriche sono in parte in tedesco e in parte in latino. Sulla base dello stile delle tre iniziali presenti, e di confronti con la pittura su tavola, la realizzazione del codice viene attribuita alla regione di Costanza. Nel corso di un restauro eseguito intorno al 1973, sono stati staccati i due fogli in pergamena originariamente incollati all'interno della legatura e provenienti da un lezionario in minuscola precarolina databile all'inizio del IX secolo (Mohlberg: XI sec.).
(ber)
Online dal: 2014-04-09
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 4624.1
Pergamena · I + 373 + II ff. · 21.2-21.5 x 15-15.5 cm · 1493
Breviario di Jost von Silenen, pars hiemalis
Breviario in due volumi realizzato nel 1493 per Jost von Silenen († 1498), vescovo di Sion dal 1482 fino alla sua deposizione nel 1497. Riccamente decorato, le miniature sono opera di un artista itinerante attivo negli ultimi decenni del XV secolo a Friburgo, Berna e Sion, dove è conosciuto con il nome di Miniatore del breviario di Jost von Silenen, e all'inizio del XVI secolo ad Aosta e Ivrea, dove assume il nome di Miniatore di Giorgio di Challant.
(ber)
Online dal: 2016-12-20
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 4624.2
Pergamena · I + 438 + II ff. · 21.6-22 x 15-15.3 cm · 1493
Breviario di Jost von Silenen, pars aestivalis
Breviario in due volumi realizzato nel 1493 per Jost von Silenen († 1498), vescovo di Sion dal 1482 fino alla sua deposizione nel 1497. Riccamente decorato, le miniature sono opera di un artista itinerante attivo negli ultimi decenni del XV secolo a Friburgo, Berna e Sion, dove è conosciuto con il nome di Miniatore del breviario di Jost von Silenen, e all'inizio del XVI secolo ad Aosta e Ivrea, dove assume il nome di Miniatore di Giorgio di Challant.
(ber)
Online dal: 2016-12-20
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 7180
Pergamena · 1 f. · 23 x 17 cm · XIII sec.
Frammento di calendario (gennaio e febbraio)
Foglio di un calendario – mesi di gennaio e febbraio - proveniente da un manoscritto liturgico (salterio? breviario?). Il calendario è inserito in una cornice che simula delle arcate. Nel mese di gennaio è raffigurato sulla destra a figura intera s. Pietro con le chiavi ed in alto in un medaglione una attività tipica di questo mese: un uomo che si scalda davanti al fuoco. Nel mese di febbraio appare la figura di s. Matteo e nel medaglione in alto un uomo intento a tagliare un albero per procurarsi la legna. Le tracce di piegatura centrale rivelano che il foglio è stato utilizzato quale copertina, probabilmente di un libro.
(ber)
Online dal: 2016-12-20
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 22737
Carta · 226 pp. · 33.5 x 24.2 cm · intorno al 1560
Ritratti della famiglia Asburgo e dei caduti della battaglia di Sempach (1386)
La prima parte (1-XX) di questo manoscritto cartaceo illustrato contiene le raffigurazioni di personaggi della casa d'Asburgo, inginocchiati in posizione devota e con i rispettivi stemmi. Esse riprendono le rispettive immagini presenti nelle vetrate della chiesa di Königsfelden (1325-1340) fondata in onore di Alberto I di Asburgo (assassinato nel 1308) dalla vedova Elisabetta ed ora parzialmente perse. Prototipo di questo ciclo di immagini a carattere dinastico è l'Ehrenspiegel des Hauses Österreich commissionato ad Augusta tra il 1555 ed il 1559 da Johann Jakob Fugger e di cui esistono varie copie a Vienna (ÖNB, Cod. 8614), Monaco (BSB Cgm 895, Cod. icon. 330), Lucerna (ZHB Ms. 124 fol.). Nella seconda parte (XXI-203) sono ritratti, con armatura e rispettivo blasone, i cavalieri caduti con Leopoldo III nella battaglia di Sempach (1386).
(ber)
Online dal: 2014-04-09